Moto Guzzi nel 2021 fa cento anni. Genova non dimentica il fondatore Giorgio Parodi

L’occasione per conoscerci è stata offerta dalla bottega di Angelo Navacchi, il più noto preparatore di Moto Guzzi a Genova, quello che negli anni 80/90 osò sfidare nelle Battle of the twin mostri sacri come le Ducati NCR, la Britten e la Guzzi Doctor John.

Ci siamo trovati con Elena Bagnasco per parlare di suo nonno, Giorgio Parodi, il fondatore con Carlo Guzzi di questo magico marchio industriale italiano.

Nel 2021 si conteranno cento anni dalla fondazione e per fortuna a partire è stata la parte genovese della azienda, sino agli anni sessanta la più attiva, poi sfuggì di mano e si arrivò alla proprietà statale ed alla crisi post De Tomaso.

Ora Colaninno è il nuovo padrone, qualcosa è stato fatto ma non certo all’altezza della tradizione, restyling per qualche nostalgico ma nulla più. Ma torniamo al nostro appuntamento, Signora Bagnasco lei è la figlia della figlia di Giorgio Parodi, Marina, non ha conosciuto suo nonno ma ne ha ereditato la passione per i motori?

”Nonno Giorgio morì ancora giovane purtroppo, ma ho imparato a conoscerlo attraverso i ricordi delle persone che fin da piccola me ne hanno parlato, prima fra tutte la mamma. Ampliando la domanda, posso dire che da lui sicuramente ho ereditato la passione per le aquile.”

Innanzitutto conosciamo Giorgio Parodi, che nasce a Venezia nel 1897, e parte volontario per la prima guerrra mondiale ancora minorenne, che tipo era?

”Giorgio era un uomo tutto d’un pezzo, ha sempre basato la sua vita su pilastri importanti, la Patria, il lavoro, la famiglia ed una grande fede. Sono gli stessi valori che ancora oggi ritroviamo nell’Aeronautica Militare. Disattendendo le speranze paterne che lo volevano da subito alla guida delle attività della famiglia, allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, ancora minorenne, falsificò i documenti e partì volontario. Giorgio era un prode ed intrepido, amava la velocità, carattere schivo e discreto, non amava mettersi in mostra, ma agiva. Era un uomo d’azione e di potere.”

Nel corso della grande guerra é stato un aviatore eroe, ha conseguito alcune delle sei medaglie al valor militare, cinque d’argento ed una di bronzo, ma soprattutto diventa un grande aviatore, eroe dei cieli. Qualche aneddoto?

“Nel 1942 durante un volo per recuperare uno dei suoi, ebbe un grave incidente aereo, gli esplose uno dei due motori in faccia. Riportò l’aereo a terra, tacendo il dolore ai compagni, mettendoli in salvo e venne ricoverato. L’incidente gli costò un occhio e molteplici ferite in viso, oltre ad un braccio semiparalizzato. Il suo commento fu: “Meno male che è capitato a me, che ho i soldi per curarmi”.”

Nel mentre conosce Carlo Guzzi, un motorista aeronautico, e condividono la passione per gli aerei ma anche le motociclette, nasce da lì la nostra storia?

”Carlo e Giorgio si conobbero durante la guerra, all’idroscalo di Venezia. Carlo venne presentato a Giorgio e divenne il suo motorista di aereo. Giorgio riconobbe la genialità di Carlo nei motori ed insieme ad un terzo, Giovanni Ravelli, anche lui pilota come Giorgio, decisero di mettere in piedi un progetto per una motocicletta innovativa per quei tempi. Purtroppo Giovanni morì in un incidente aereo prima di vedere quel sogno realizzato. Al suo ricordo Giorgio dedicò l’aquila ad ali spigate sulla moto, ancora oggi simbolo universalmente riconosciuto di tutti i piloti civili e militari.”

Gli archivi dicono che la Società Anonima Moto Guzzi nacque a Genova il 15 marzo 1921, cofondatori Carlo Guzzi e Giorgio Parodi, ma come andò veramente?

”Vero, la prima Società Anonima Moto Guzzi fu fondata a Genova il 15 marzo 1921, presso lo studio del Notaio Cassanello in Corso Andrea Podestà 5. Carlo Guzzi non era presente all’atto. Finanziatore ed azionista di maggioranza fu Emanuele Vittorio Parodi, il capitale fu interamente genovese, Carlo Guzzi ebbe una partecipazione puramente simbolica. L’azienda restò di proprietà della famiglia Parodi fino a fine anni ’60, quando poi entrò per un periodo nell’orbita statale.”

Si tramanda che cavallerescamente dal marchio GP, Guzzi Parodi, si passò a Moto Guzzi, ma Giorgio mantenne il diritto a scegliere il marchio, “le ali dell’aquila” e questo sarà anche il marchio del prossimo centenario.

”Ho spiegato prima il perché dell’aquila sui serbatoi, in ricordo dell’amico pilota. Il discorso del nome ancora una volta racconta il grande cuore di Giorgio. Il primo prototipo di motocicletta arealizzato con un finanziamento iniziale di 1500 Lire di allora, accordato dal padre Emanuele, Nonno Manuelin per noi e U Sciù Parodi, proprio quello di Govi per gli altri, si chiama GP Guzzi-Parodi, è ancora oggi esposto in bacheca nel Museo Guzzi. Nonostante Emanuele non fosse d’accordo, per evitare fraintendimenti sulle iniziali, GP sono anche Giorgio Parodi, e per una questione di grande onestà intellettuale, Giorgio volle lasciare tutto l’onore del nome del marchio al progettista, ritenendo più giusto così. Per quando riguarda l’evento genovese, sarà all’insegna di Giorgio Parodi e dell’aquila che lo ha accompagnato per tutta la vita.”

Sua madre Marina Parodi negli anni gloriosi della Guzzi sarà stata al centro delle attenzioni degli appassionati, in quegli anni l’aquila vinceva ovunque nel mondo, ma è vero che era lei a scegliere i nomi dei modelli?

”No, non era lei a scegliere i nomi, quando mancò il nonno, mamma aveva solo 9 anni, davvero tanto piccola. Ricorda però come il nonno il giovedì mattina partisse dalla casa di Genova alle 4 di notte con il Galletto, per arrivare in azienda a Mandello prima che aprissero i cancelli.”

Tutto nacque a Genova, il padre Emanuele Vittorio prestò 2000 lire per la fondazione e registrazione, ma la sede andò a Mandello perché Genova era in quel periodo una città sconbussolata da scontri, e lì è ancora, ma che parte avrà l’attuale dirigenza Moto Guzzi nel centenario?

“La lettera con cui Emanuele Vittorio concede il primo prestito a Giorgio è ancora appesa nel Museo Guzzi, un piccolo pezzo di carta con una grande storia. La decisione di avviare l’attività a Mandello fu presa proprio per evitare problemi in una Genova scombussolata dal Biennio Rosso, avrebbe dovuto essere una soluzione temporanea, divenne poi definitiva. La sede legale restò a Genova praticamente fino alla fine della proprietà Parodi. Era collegata con lo stabilimento di Mandello via ponte radio, una vera rarità per quei tempi. Per l’evento genovese abbiamo avuto l’immediata adesione del Moto Guzzi World Club, quello ufficialmente riconosciuto dalla casa madre che raggruppa tutti i vari club sparsi nel mondo. Il Presidente Mario Arosio si è dimostrato entusiasta e si adoperando per organizzare un “Raid dei 100 anni” con arrivo a Genova.”

Giorgio Parodi sarà ricordato dal 14 al 16 maggio prossimo, ma si approfitterà per avere memoria pure del suo altro grande amore, il volo, perché fu cofondatore dell’aeroclub genovese.

”Nel 1928 Giorgio Parodi fonda l’Aeroclub di Genova insieme al fratello ed a Giorgio Profumo, a lui è dedicata la scuola di volo.

Proprio in vista delle celebrazioni del 2021 che ricorderanno un cittadino esemplare, un grande imprenditore ed un coraggioso pilota, con Aeroclub abbiamo fondato l’Associazione Giorgio Parodi, di cui sono Presidente. l’intento è quello di unire le due grandi passioni di Giorgio, le moto e gli aerei.”

Al Porto Antico sede delle manifestazioni che tipo di eventi saranno previsti?

”Il Porto Antico sarà il fulcro dell’evento. I radunisti si ritroveranno in una delle zone più suggestive ed ammirate della nostra città. Alcuni eventi sono ancora in fase di pianificazione, il consiglio che posso dare è di tenere controllato il sito dedicato alla manifestazione www.giorgioparodi.it .”

Ci saranno anche manifestazioni collaterali?

”E’già stata data notizia dello scoprimento di una statua dedicata a Giorgio Parodi, avremo poi una gara di pesto al mortaio, gentilmente organizzata da Roberto Panizza e la sua Associazione Palatifini, il resto ancora tutto da scoprire!”

Una importante occasione non solo per ricordare uno dei figli più noti ed importanti della Lanterna ma anche per fare beneficenza, per l’Istituto Giannina Gaslini, che tipo di raccolta fondi sarà?

”Sarà una raccolta fondi libera, attraverso l’iscrizione volontaria all’evento che è aperto a tutti, non solo ai motociclisti, una parte del ricavato andrà a sostenere il progetto per il rinnovamento del Padiglione di Riabilitazione. Recentemente ci siamo ricordati tutti dell’importanza della nostra sanità, sto lavorando con le istituzioni per offrire una tre giorni davvero indimenticabile, saremo in tanti e con un piccolo gesto potremmo fare molto, l’unione fa davvero la forza.”

Giorgio Parodi è stato eroe, imprenditore, poi ancora eroe nella seconda guerra mondiale, da Capitano Pilota a imprenditore, cosa ha lasciato alla Moto Guzzi che ha governato sino alla sua scomparsa nel 1955?

”Con un pò di presunzione da nipote posso dire che Giorgio ai guzzisti ha lasciato l’aquila nel cuore. In questi quasi due anni di lavoro, ho conosciuto moltissimi seguaci del’aquila e devo dire che nonostante alti e bassi della storia, sono tutti rimasti fedeli a qualcosa di più di un brand. Sono rimasti legati proprio a quei valori che sono dietro ad un paio di ali dorate: il sogno di due ragazzi, l’amicizia che li ha legati, la lealtà, il rispetto. Chi compra una “motocicletta dell’aquila”, non compra solo una moto, ma acquisisce una famiglia. Credo che questo sia la testimonianza più bella che Giorgio potesse lasciare.”

Ci può delineare come sarà la raccolta fondi a favore del reparto di Medicina Fisica e Riabilitazione?

Come già spiegato prima attraverso l’iscrizione all’evento tramite sito, una parte andrà a favore del Gaslini, abbiamo pensato alla caduta da motociclo o scooter dei nostri ragazzi.”

La lettera testamento di Giorgio Parodi è terribilmente attuale, scrive ai figli : «Preoccupatevi degli interessi del nostro Paese più che del vostro. Non circondatevi di troppi agi; non sottraetevi al servizio militare, né al pagamento delle tasse. Siate indulgenti con gli altri e severi con voi stessi. Prego Iddio che i vostri figli siano la gioia della vostra vita come voi lo siete per me.» Ce la può commentare.

“Non ho commenti idonei a queste parole, se non il riferimento ad una delle prime domande di questa intervista, mi è stato chiesto chi fosse Giorgio Parodi,ora posso rispondere che questa è la sua essenza.”

Come pensa di coinvolgere la Liguria e Genova in questa importante celebrazione di cento anni di un sogno italiano?

”La Liguria e Genova saranno parte attiva nell’evento. Ci stiamo organizzando per offrire il meglio del nostro territorio, abbiamo una terra meravigliosa e prodotti che il mondo ci invidia, saremo felici di far conoscere e condividere bellezze e prelibatezze locali.”

Oltre al Gaslini ci saranno anche altri partners, le istituzioni hanno sposato l’iniziativa della Associazione Giorgio Parodi?

”Le istituzioni hanno aderito con grande piacere, l’evento sarà decisamente istituzionale, numerosi sono i patrocini già arrivati, proprio per ricordare una figura di grande rilievo per il nostro paese.”

Dove si possono leggere le iniziative da qui al prossimo maggio, farete degli eventi di avvvicinamento?

”Abbiamo un sito operativo su cui vengono inserite le notizie, man mano che arrivano, c’è una pagina Facebook dedicata a Giorgio Parodi, Giorgio Parodi le ali dell’aquila, un evento creato sempre su Facebook nelle date 14/16 maggio 2021. Dopo un inverno difficile, stiamo ripianificando alcune iniziative, non è escluso che ci possano essere eventi di avvicinamento, per ora però è ancora un po’ presto parlarne.”

Allora non ci resta che dare appuntamento alla primavera prossima che vedrà i guzzisti puntare le loro moto verso la Lanterna e ricordare colui che ha fatto grande questa fabbrica, grande l’Italia sportiva, grande la tradizione e la fama del marchio dell’aquila, purtroppo troppo spesso non onorato nella nostra nazione quanto invece amato e rispettato altrove.

Un ricordo: quando la 24 ore del Bol d’Or, massimo evento di Endurance, veniva organizzata a Le Castellet negli anni 80/90 gli organizzatori francesi amavano regalare al pubblico qualcosa e un anno quel qualcosa fu un giro di pista riservato ai possessori delle moto italiane. Immaginatevi il tripudio delle aquile, migliaia e migliaia guidate da motards di tutta Europa, e come mi disse Charles Krajka l’importatore francese delle Guzzi “Chapeau a les italiennes”, e ….detto da un parigino…a proposito anche lui partiva da sotto la Torre Eiffel sul V7 per raggiungere Mandello prima che la fabbrica aprisse e discutere con gli ingegneri come potenziare quel pompone progettato da Giulio Cesare Carcano.
Marco Marcellino

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